Storia delle chiese


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Tante pagine di storia,

di arte, di civiltà

sono scritte in questo

Complesso Monumentale

comprendente le chiese di Santa Lucia, San Vito e di Santa Maria delle Carceri. Il luogo si è sviluppato nei secoli attraverso una serie di interventi architettonici culminanti con la costruzione del Palazzo Pubblico, poi sede del Monte di Pietà, e alla fine del Cinquecento, con la sopraelevazione della Chiesa di san Vito. Le memorie si addensano nella penombra della navata di Santa Lucia, una delle più affascinanti chiese di Treviso, fondata per volere della Repubblica di Venezia.

clip_image002clip_image002[5] Cappella di San Vito

La Chiesa di San Vito è una delle più antiche testimonianze monumentali di Treviso. Un documento del 981 attesta l’esistenza dell’Ospedale di San Vito, per i poveri e i pellegrini, con annessa una Cappella dedicata al Santo martire; il testo precisa che gli edifici si trovavano nelle immediate vicinanze del “foro”, quindi nei pressi dell’attuale Piazza dei Signori.

clip_image002clip_image002[4] Chiesa di San Vito

La Chiesa di san Vito venne ampliata intorno al XIII secolo. L’impianto, tipico delle chiese romaniche a tre navate con tetto a capanna, è ancora leggibile nonostante le trasformazioni grazie ai resti dell’antica struttura, visibili in Santa Lucia: la parete absidale culminante nel frontone in cotto decorato da una croce patente che compare nel soprastante corridoio del Monte di Pietà.

clip_image002[6]clip_image002[8] Chiesa di Santa Maria delle Carceri

La Chiesa di Santa Maria delle Carceri sorse a ridosso  di San Vito  nel luogo ove si trovava l’angusto carcere cittadino, distrutto da un incendio nel 1354. Un documento del 1355 testimonia l’esistenza del nuovo edificio religioso al quale si accedeva dall’asse pedonale che, attraverso il passaggio o “volto” aperto fra la Domus Minor Comunis e il Palazzo del Podestà, metteva in comunicazione le due piazze attigue dei Signori e della Pescheria. La trasformazione cinquecentesca di San Vito ha conglobato Santa Maria delle Carceri riducendola in sagrestia; oggi è possibile riconoscere l’antico portale d’ingresso, preceduto da cinque scalini, nella parete alla destra dell’altare maggiore di Santa Lucia.

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Palazzo Pubblico e Chiesa di Santa Lucia

Alla fine del Trecento venne costruito un nuovo Palazzo Pubblico a ridosso della parete absidale della Chiesa di San Vito e della contigua Chiesa di Santa Maria delle Carceri. Al primo piano dell’imponente costruzione si trovava la sala per le riunioni del Consiglio della comunità mentre al piano inferiore l’unico vano era diviso in tre navate irregolari, quella centrale più stretta delle laterali, con quattro campate coperte da volte a crociera.

Come grande segno della benevolenza divina questo spazio venne consacrato in onore di Santa Lucia, il 13 dicembre 1389, in perenne memoria del giorno in cui il governo della Repubblica di Venezia si insediò nella città di Treviso.

stemma monte di pietà Monte di Pietà

I locali, sopra la Chiesa di santa Lucia, appartenenti al Comune vennero ceduti al Monte di Pietà nel 1498, per le accresciute esigenze operative dell’istituto. Nella facciata che dà sulla Piazza del Monte di Pietà, le finestre gotiche della chiesa di Santa Lucia si aprono nell’angolo destro dell’ampia parete dell’edificio.

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Chiesa di San Vito

Nel 1561 viene concesso un ulteriore ampliamento del Monte di Pietà sopra la chiesa di San Vito, in cambio di una adeguata ristrutturazione dell’edificio religioso. Tale rinnovamento architettonico diede al complesso la conformazione attuale. Per ricavare maggiore ampiezza nei due piani di sopraelevazione venne innalzato un profondo porticato sorretto da agili colonne nel lato prospiciente la piazza di San Vito. L’interno dell’omonima chiesa fu trasformato secondo lo stile cinquecentesco in un’aula suddivisa in tre navate di uguale altezza con soffitto a volta. Anche l’antico campanile romanico venne rialzato per permettere la sua visibilità dalla piazza.

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Chiesa di Santa Lucia

La radicale trasformazione contemplò l’adeguamento a sagrestia dell’antica chiesa di Santa Maria delle Carceri, ma il persistere del culto della Madonna del paveio, dedicata ai carcerati, indusse la sua traslazione nella cappella del Crocifisso all’interno della chiesa di Santa Lucia.

Tali cambiamenti originarono la sovrapposizione delle due titolazioni delle chiese di Santa Maria delle Carceri e di Santa Lucia.

Testo di Maria Sole Crespi, foto dell’archivio delle chiese e di Mara Zanato